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Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli (Proverbio Indiano)
21-04-2011
Le 10 proposte delle associazioni per il Parco Regionale Urbano del Pineto
di Valerio Ferrucci

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Il Parco Regionale del Pineto, con i suoi 250 ettari di estensione, costituisce un elemento cardine del sistema delle aree naturali protette all’interno del Comune di Roma. Sebbene l’area sia dotata di Piano d’Assetto da più di 20 anni, il Parco continua ad essere oggetto di mire speculative e di interventi urbanistici e in parallelo, di iniziative dei cittadini per difenderne l’integrità e la destinazione a pubblica fruizione.

Siamo convinti che gli assetti urbanistici del quadrante di Roma in cui insiste l’area verde sono importanti sia per l’impatto che hanno sulla fruibilità pubblica del Pineto e la sua stessa salvaguardia, che per la qualità della vita complessiva dei cittadini residenti nelle aree urbane intorno al Parco.

Il quadrante nord-ovest di Roma (Municipi 17°,18°,19° e 20°) è stato infatti quello storicamente più penalizzato nelle politiche d’investimento sull’ambiente e sui beni culturali del Comune, indipendentemente dal segno politico delle Giunte che si sono succedute negli ultimi quaranta anni.Questo è avvenuto sia quando si ipotizzava, con l’Asse Attrezzato prima e con lo Sdo in seguito, uno sviluppo ad est della città, sia quando la crescita urbana è stata indirizzata verso il litorale, ad ovest.

Solo negli ultimi anni c’è stata una qualche inversione di marcia, sono stati fatti molti passi avanti, ma molto resta ancora sulla carta, non solo per scarsezza di risorse economiche, ma anche per una mancanza di coordinamento istituzionale dovuta, oltreché a differenti visioni politiche, all’assenza di una strategia di sviluppo locale che veda gli spazi verdi e i manufatti di interesse storico che ancora non sono stati demoliti, non come un problema di spesa, ma piuttosto come una risorsa, una leva per una migliore condizione della vivibilità urbana.

La situazione del Parco del Pineto in questi ultimi tempi si è complicata ancora di più perchè sono cresciute le pressioni speculative e illegali sul Parco con conseguente degrado ambientale: insediamenti abusivi, incendi, discariche, uso improprio di parti del Parco ecc.Inoltre si continua a considerare la singola soluzione di ogni singolo problema come fosse l’unica ed esclusiva, senza dare della stessa una valutazione in un quadro coordinato di interventi (quali ad esempio la realizzazione di percorsi antincendio o la predisposizione di un inefficace sistema di sorveglianza), danneggiando in conclusion e il Parco stesso riguardo alla sua tutela globale ed integrale delle sue varie componenti.

Il Parco si trova ora circondato da vie di scorrimento veloce che lo dividono dai quartieri (V. Via della Pineta Sacchetti e Via Trionfale) e, all’interno, attraversato dalla Via Damiano Chiesa e dalla tratta di completamento dell’anello ferroviario con la minaccia incombente della “gronda merci”. Infine si prospetta la possibilità, assurda quanto negativa, di una ventilata costruzione di un’altra strada che da Via di Valle Aurelia si aggancerebbe alla Via Damiano Chiesa con l’obiettivo dichiarato di voler “ridurre il traffico del quadrante compreso tra Via Baldo degli Ubaldi, Piazza Irnerio, C.ne Cornelia, Piazza Giureconsulti e Via della Pineta Sacchetti”, ma con l’intento effettivo di favorire lo sviluppo dell’enorme insediamento immobiliare con grande Centro Commerciale, previsto nell’ambito di un art. 11 nell’area tra Via Baldo degli Ubaldi e Via di Valle Aurelia, che purtroppo agirà da fattore moltiplicatore di traffico nella zona e nei quartieri limitrofi.

Non è stato, inoltre, ancora revocato il progetto invasivo del raddoppio di Via Pineta Sacchetti che, se dovesse essere realizzato, distruggerebbe una parte della storica Pineta e del parco con aumento di rumore e di inquinamento.
In questo documento, siamo quindi a chiedere alle Istituzioni alcuni degli interventi che riteniamo necessari rispetto alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione del Parco utilizzando uno stesso sistema valoriale non di tipo “fondamentalista”, ma tenacemente a difesa del Parco e del verde pubblico; non di tipo “recessivo”, ma a sostegno di uno sviluppo urbanistico equilibrato, programmato e razionale; non “di parte”, intesa come collateralismo ad una o più forze politiche, ma profondamente a fianco dei problemi e delle esigenze dei cittadini.

Pubblichiamo di seguito il documento completo con le 10 proposte delle associazioni.

 


Scarica il documento:
10 proposte delle associazioni per vivere il parco.doc »

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